La lotta di McDonald’s: dalle accuse di filo-israelismo al boicottaggio globale!

McDonald

Il panorama politico e sociale del Medio Oriente sta vivendo un periodo di grande trasformazione, con conseguenze dirette sulle attività delle multinazionali. In particolare, importanti catene di fast food americane come McDonald’s e Starbucks si trovano al centro di un’ondata di boicottaggio, promossa da movimenti filo-palestinesi che stanno guadagnando sempre più seguito.

Attraverso l’uso dei social media e l’uso di hashtag come #BoycottMcDonalds, questi attivisti stanno sollevando dubbi sulle presunte simpatie filo-israeliane di queste aziende e ipotizzano possibili legami finanziari con Israele.

In risposta a queste accuse, il CEO di McDonald’s, Chris Kempczinski, ha deciso di prendere una posizione chiara. Ha sottolineato che in ogni paese, compresi quelli a maggioranza musulmana, i franchising McDonald’s sono gestiti da operatori locali che si impegnano attivamente nelle rispettive comunità. Tuttavia, la scelta di McDonald’s Israel di fornire pasti gratuiti alle forze israeliane ha scatenato reazioni in alcuni paesi musulmani, portando all’interruzione del franchising in alcune aree.

McDonald’s Israel ha annunciato sui social media il suo impegno a donare migliaia di pasti ogni giorno ai soldati israeliani, suscitando ulteriori critiche e reazioni da parte dei movimenti filo-palestinesi.

Il boicottaggio sta prendendo piede in diversi paesi a maggioranza musulmana, come Egitto, Giordania, Kuwait e Pakistan, e sta iniziando a diffondersi anche in altre nazioni. I media locali riportano che un ristorante McDonald’s in Libano è stato preso di mira da gruppi filo-palestinesi. In risposta, McDonald’s Libano ha precisato che le opinioni o le posizioni dei franchising in altri paesi non riflettono quelle della società libanese.

Recentemente, McDonald’s Malesia ha intrapreso un’azione legale contro il movimento di attivisti filo-palestinesi Bds Malaysia, accusandoli di diffamazione per aver promosso il boicottaggio del marchio. Questo ha comportato una perdita dell’1,89% delle azioni del franchising, con gravi danni finanziari e riduzioni di personale. McDonald’s Malesia richiede quindi un risarcimento di circa 1,31 milioni di dollari.

In paesi come l’Arabia Saudita, l’Oman, il Kuwait, gli Emirati Arabi Uniti, la Giordania, l’Egitto, il Bahrain, il Pakistan e la Turchia, le filiali di McDonald’s hanno espresso il loro dissenso verso le azioni di Israele e si sono impegnate a sostenere i palestinesi a Gaza. Ad esempio, McDonald’s Oman ha donato 100.000 dollari a Gaza. Complessivamente, le diverse filiali nei paesi islamici hanno raccolto oltre 3 milioni di dollari per Gaza.

Questa situazione mette in evidenza l’impatto sempre maggiore delle questioni geopolitiche sulle attività delle multinazionali. La complessa situazione in Medio Oriente continua a evolversi e le risposte delle filiali di McDonald’s in questi paesi rappresentano un indicatore significativo di come le imprese globali possono essere influenzate dalle dinamiche politiche e sociali locali. Questo fenomeno rappresenta una sfida per le aziende, che devono trovare un equilibrio tra i propri interessi commerciali e le sensibilità politiche e culturali delle diverse regioni in cui operano.