Nuovo record di emigrazione: i giovani italiani scelgono l’espatrio!

Italia

L’esodo dei giovani italiani verso paesi stranieri sta raggiungendo proporzioni inattese. Secondo uno studio condotto dalla Fondazione nord est in collaborazione con l’associazione Talented Italians in the UK, i numeri sono triplicati rispetto alle cifre ufficiali. Questa fuga di talenti rappresenta un fenomeno che si inserisce nel panorama delle migrazioni storiche del nostro paese.

Ma ciò che è davvero sorprendente non sono tanto le statistiche, quanto la realtà dei fatti: ad ogni giovane italiano che lascia il paese secondo i dati Istat, ne esistono tre che stabiliscono la propria vita altrove, secondo le statistiche dei paesi europei ospitanti. Questo dettaglio rivela un divario nelle procedure di registrazione e solleva interrogativi sulla visibilità e il riconoscimento effettivo di questi flussi migratori.

Questo divario tra percezione e realtà ha radici nell’approccio pragmatico degli espatriati: l’iscrizione all’Anagrafe italiani residenti all’estero può comportare la perdita di determinati benefici nazionali, mentre l’ufficializzazione del trasferimento presso le istituzioni locali straniere è spesso un passo indispensabile per accedere a servizi essenziali.

Mentre le statistiche ufficiali parlano di circa 377mila partenze nell’ultimo decennio, la ricerca suggerisce un numero molto più alto, vicino al milione e oltre. Questo dipinge un’Italia che si svuota della sua giovinezza senza riuscire ad attrarre un flusso equivalente di giovani stranieri. Gli italiani partono, ma chi arriva? Nello stesso periodo, infatti, solo 51mila giovani stranieri sono entrati in Italia.

Le ragioni di questo squilibrio sono individuate nella combinazione di ostacoli infrastrutturali e culturali che relegano l’Italia agli ultimi posti come paese di opportunità per le nuove generazioni. L’approccio verso i giovani e il lavoro, le opportunità di crescita personale e professionale, sembrano essere molto diversi rispetto ad altri paesi che sanno attrarre e valorizzare i giovani talenti.

Di fronte a questa situazione, è necessario esaminare l’atteggiamento politico e le strategie per invertire la rotta. Misure come le agevolazioni fiscali del decreto Crescita avevano l’obiettivo di incentivare il ritorno dei giovani in Italia, ma i recenti cambiamenti normativi sembrano mettere a rischio le aspettative di coloro che avevano scelto di partire.

Il futuro pone all’Italia una sfida cruciale: creare un ambiente in grado di attrarre e trattenere i giovani, incoraggiando la formazione di famiglie, lo sviluppo delle imprese e la transizione verso una società verde e digitale. È fondamentale offrire concrete opportunità di crescita, servizi pubblici efficaci e un contesto lavorativo che non solo attragga ma mantenga il talento italiano. Sono inoltre necessari incentivi per sostenere l’imprenditorialità giovanile, la ricerca e lo sviluppo sostenibile. Solo così si potrà evitare di assistere passivamente alla dispersione dei nostri talenti e dare inizio a un circolo virtuoso di ritorno e rinnovamento generazionale.