Trasformazione culturale in Arabia Saudita: il primo negozio di alcolici è una realtà

Arabia Saudita

Il regime saudita, guidato dal principe ereditario Mohammed bin Salman, ha recentemente inaugurato a Riyad, la capitale dell’Arabia Saudita, il primo negozio di alcolici dopo più di 70 anni di proibizione. Questa apertura segna un importante distacco dalle rigide norme conservatrici del passato, anche se è limitata al personale diplomatico straniero, specialmente proveniente da paesi non islamici. Questo storico cambiamento fa parte di una serie di riforme volte a rendere il paese più accogliente per turisti e investitori internazionali, nonostante il regime continui a mantenere un controllo ferreo sui propri cittadini.

La notizia dell’apertura del negozio è stata inizialmente diffusa in modo anonimo da un diplomatico straniero ad Associated Press per garantire la sicurezza. Successivamente, il governo saudita ha confermato la notizia. Il negozio si trova vicino a un supermercato nel quartiere diplomatico di Riyad ed è stato descritto come un lussuoso duty-free simile a quelli presenti negli aeroporti internazionali. Offre una varietà di liquori, vini e un assortimento limitato di birre. L’accesso è strettamente regolamentato e viene richiesto un documento d’identità per provare l’appartenenza al corpo diplomatico straniero.

Il funzionamento del negozio è ancora oggetto di speculazioni, ma secondo quanto riportato da Reuters, i clienti dovranno registrarsi tramite un’app mobile e ricevere un codice di autorizzazione dal ministero degli Esteri. Inoltre, sembra che verrà imposto un limite mensile agli acquisti, gestito tramite un sistema di punti basato sulla quantità e sul tipo di alcolici acquistati.

È importante sottolineare che questo cambiamento rappresenta un’eccezione notevole in un paese in cui il consumo di alcol è considerato proibito secondo i dettami islamici. La proibizione dell’alcol in Arabia Saudita risale al 1952, un anno dopo l’omicidio di un diplomatico britannico ad opera di un principe saudita in stato di ebbrezza. Nel corso degli anni, il regime ha introdotto restrizioni sempre più severe, come il divieto di guida per le donne, in linea con l’interpretazione wahhabita dell’Islam sunnita.

Le recenti riforme, tra cui la rimozione del divieto di guida per le donne e l’apertura dei cinema, fanno parte del piano Vision 2030, che mira a diversificare l’economia saudita e a ridurne la dipendenza dal settore petrolifero. Queste misure hanno migliorato l’immagine internazionale del paese, ma è importante sottolineare che il regime saudita rimane uno dei più conservatori al mondo, con una storia di repressione contro i dissidenti, come nel caso del giornalista Jamal Khashoggi.

Nonostante la sua natura limitata e circoscritta, l’apertura del primo negozio di alcolici a Riyad rappresenta comunque un passo significativo verso una maggiore apertura e tolleranza nella società saudita. Segna un chiaro tentativo da parte del governo di attrarre investimenti stranieri e promuovere il turismo, al fine di diversificare l’economia e ridurne la dipendenza dal petrolio.

Le riforme in corso stanno gradualmente cambiando il volto dell’Arabia Saudita, anche se rimangono in contrasto con molte delle norme religiose e culturali tradizionali del paese.